Opera Viva, l'Artista di Quartiere, The District Artist è un intervento promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

In ottemperanza ai provvedimenti assunti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 del 23 febbraio 2020, il progetto Opera Viva Artista di Quartiere, The District Artist è rimandato in attesa di ulteriori indicazioni dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il progetto prevede la realizzazione di un workshop di formazione dedicato ai giovani artisti. L’attività ha il duplice fine di sensibilizzare le istituzioni locali per il fattivo inserimento nel proprio organico della figura dell'Artista di Quartiere e di fornire agli artisti gli strumenti, intellettuali ed empirici, per poter agire in tale veste. Gli artisti saranno selezionati per vivere un mese nel quartiere dove, affiancati da un tutor, creeranno un loro modo di operare sul territorio attraverso l’arte per poi portare la metodologia acquisita nei territori di appartenenza. Ciascuno sarà chiamato a relazionarsi con la quotidianità della comunità e si farà interprete e creatore. L’arte come pratica quotidiana verrà utilizzata per attivare e supportare le trasformazioni sociali. Il seminario si basa sull’idea di relazione come primo elemento necessario; relazione sia con gli abitanti che con il paesaggio urbano. Questa fase, sempre attiva, è fondamentale per capire su quale tipo di interventi focalizzare l’attenzione e si lega indissolubilmente alle necessità del territorio. Nella relazione con “l’altro” l’artista è chiamato ad assumere un punto di vista simile a quello dell’etnologo che studia una società primitiva sconosciuta, deve imparare a non dare nulla per scontato, a interrogarsi sul significato di pratiche e rituali della vita quotidiana. L’ordine sociale rivela una natura fluida, negoziata e costruita giorno dopo giorno dai tanti soggetti che si relazionano uno con l’altro. Il radicamento dell’agire dell’artista sul territorio porta alla creazione di una nuova figura dalle connotazioni ibride, interprete empatico traduce bisogni e necessità ed elabora un nuovo linguaggio contingente e quotidiano che si inserisce perfettamente nella società operando piccoli cambiamenti nella vita della comunità di riferimento. Si tratta di interventi microsociologici che producono conseguenze positive sulla vita degli individui (Goffman). Alle regole è affidata la nostra percezione della solidità della vita di ogni giorno, ma le regole in una società che sta cambiando velocemente sono scombussolate, non sono più univoche perchè appartenenti a comunità differerenti e anche molto lontane tra loro. Tutto ciò genera insicurezza. E’ dunque un’azione di interpretazione e mixaggio quella che compie l’artista, “mixa la musica” che percepisce sul territorio per partecipare alla creazione di una nuova melodia che sia, anche nel suo quotidiano evolversi, armonica.

 

Intervento promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

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