21 settembre - 18 ottobre 2020

Torino (TO), Ascoli Piceno (AP), Trani (BAT), Foggia (FG), Bisacce (AV), Cave (FR), Civitella d'Arna (PG)
 

Alessandro Bulgini ha condiviso la sua pratica con 10 artisti giovanissimi, studenti o neolaureati di Accademie di Belle Arti italiane, in un workshop della durata di un mese. 

 

Il progetto è vincitore del bando "Creative Living Lab - II Edizione" promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea e realizzato in collaborazione con il Segretariato Regionale del MiBACT per il Piemonte.

Alessandro Bulgini - che lavora quotidianamente nel quartiere di Barriera di Milano a Torino e che ha sviluppato esperienze analoghe a Taranto, Cosenza, Calais (F), Peekskill (USA), Imlil (MAR) - ha condiviso la sua pratica con 10 artisti giovanissimi, studenti o neolaureati di Accademie di Belle Arti italiane, selezionati dal curatore Christian Caliandro in un workshop della durata di un mese (21 settembre - 18 ottobre 2020) basato sull’idea di relazione come primo elemento necessario, relazione sia con gli abitanti che con il paesaggio urbano. 

Un’esperienza pensata per incentivare la costruzione di un modello utilizzabile dalle istituzioni e da tutte le comunità in emergenza che necessitano di un intervento capace di una sensibilità e visione che solo l’arte nelle sue molteplici forme può dare.

GLI ARTISTI DEL WORKSHOP

Ado Brandimarte (Ascoli Piceno, 1995), Valentina Catano (Foggia, 1993, vive e lavora a Roma), Marco Curiale (Torino, 1998), Vincenzo Francesco Di Chiano (Trani, 1995, vive e lavora a Foggia), Francesca Fiordelmondo (Osimo, 1995, vive e lavora a Torino), Brenno Franceschi (Torino, 1998), Giuseppe Formiglio (Foggia, 1990), Manuel Picozzi (Colleferro, 1997, studia a Frosinone), Beatrice Sacco (Torino, 1993), Sara Tosti (Perugia, 1994).

Il progetto ha vinto bando “Creative Living Lab - II Edizione” promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT e realizzato in collaborazione con il Segretariato Regionale del MiBACT per il Piemonte.

 

IL WORKSHOP

L’attività ha il duplice fine di sensibilizzare le istituzioni locali per il fattivo inserimento nel proprio organico della figura dell'Artista di Quartiere e di fornire agli artisti gli strumenti, intellettuali ed empirici, per poter agire in tale veste. Gli artisti selezionati creeranno un loro modo di operare sul territorio attraverso l’arte per poi portare la metodologia acquisita nei territori di appartenenza. Ciascuno sarà chiamato a relazionarsi con la quotidianità della comunità e si farà interprete e creatore. L’arte come pratica quotidiana verrà utilizzata per attivare e supportare le trasformazioni sociali. Il seminario si basa sull’idea di relazione come primo elemento necessario; relazione sia con gli abitanti che con il paesaggio urbano. Questa fase, sempre attiva, è fondamentale per capire su quale tipo di interventi focalizzare l’attenzione e si lega indissolubilmente alle necessità del territorio. Nella relazione con “l’altro” l’artista è chiamato ad assumere un punto di vista simile a quello dell’etnologo che studia una società primitiva sconosciuta, deve imparare a non dare nulla per scontato, a interrogarsi sul significato di pratiche e rituali della vita quotidiana. L’ordine sociale rivela una natura fluida, negoziata e costruita giorno dopo giorno dai tanti soggetti che si relazionano uno con l’altro. Il radicamento dell’agire dell’artista sul territorio porta alla creazione di una nuova figura dalle connotazioni ibride, interprete empatico traduce bisogni e necessità ed elabora un nuovo linguaggio contingente e quotidiano che si inserisce perfettamente nella società operando piccoli cambiamenti nella vita della comunità di riferimento. Si tratta di interventi microsociologici che producono conseguenze positive sulla vita degli individui (Goffman). Alle regole è affidata la nostra percezione della solidità della vita di ogni giorno, ma le regole in una società che sta cambiando velocemente sono scombussolate, non sono più univoche perchè appartenenti a comunità differerenti e anche molto lontane tra loro. Tutto ciò genera insicurezza. E’ dunque un’azione di interpretazione e mixaggio quella che compie l’artista, “mixa la musica” che percepisce sul territorio per partecipare alla creazione di una nuova melodia che sia, anche nel suo quotidiano evolversi, armonica.

 

Il progetto “Artista di Quartiere” sarà l’occasione per mettere a punto un vero e proprio metodo di intervento artistico nello spazio urbano, a sua volta ispirato alla ricerca “Opera Viva” di Alessandro Bulgini: si tratta fondamentalmente di una trasformazione dello sguardo sulla realtà, dell'attitudine, della disposizione d'animo. L’opera d’arte diventa dunque in questo senso una sorta di “stato” (e non un oggetto), una condizione (e non un prodotto) mobile e mutevole, aperta nei confronti del contesto di riferimento - il quartiere, appunto - in grado di dare luogo al non ordinato, al non conosciuto, all’imprevisto.

 

La residenza-laboratorio della durata di circa un mese – dal 21 settembre al 18 ottobre – vedrà coinvolti sia in presenza che a distanza 11 artisti giovanissimi provenienti da alcune Accademie di Belle Arti italiane (oltre a Torino, Foggia, Frosinone, Perugia e Macerata), che seguiranno una serie di workshop quotidiani volti a scoprire e indagare questo metodo, e ad affinare un approccio che a che fare tanto con l’arte e la creatività quanto con l’esistenza. Gli artisti torinesi esploreranno con Bulgini un quartiere stratificato, stimolante e sfaccettato come Barriera di Milano - che già nel corso di questi anni è stato oggetto dei progetti “Decoro Urbano Barriera di Milano” e “Opera Viva Barriera di Milano – il Manifesto” - entrando in contatto diretto e profondo con il suo contesto e soprattutto con la sua comunità. Nella convinzione quindi che lo spazio urbano non sia semplicemente fisico, fatto cioè di infrastrutture e di edifici, ma anche e soprattutto umano, costituito da storie e rapporti tra le persone. Gli artisti residenti fuori Torino studieranno praticamente questa metodologia, applicandola alla propria città e al proprio contesto di riferimento.

 

Dal punto di vista teorico e critico, gli 11 giovani affineranno la loro conoscenza del percorso storico che precede e sottende questa concezione dell’opera come infrastruttura di relazioni, attraverso una serie di otto workshop online. Orientando infatti la prospettiva sul passato e sul presente, ci si soffermerà su alcune opere d’arte contemporanea (non solo visive, ma appartenenti a più territori: musica, letteratura, cinema, architettura) che permettono di adottare tecniche, tattiche e strategie dell’anti-display (vale a dire del nascondimento, del non esporsi, del non mettersi in mostra): da Kurt Schwitters a Jackson Pollock, da Andy Warhol a Martha Rosler, da Maria Lai a Marina Abramovic, da Arthur Jafa a Hito Steyerl, queste pratiche e queste visioni permettono all’arte di oggi di inoltrarsi nel “rumore bianco” dell’esistenza quotidiana, delle azioni e delle relazioni umane.

 

Il lavoro complessivo di ricerca si tradurrà in una serie di interventi nello spazio pubblico, a Torino e nelle altre città coinvolte, che verranno restituite in forma espositiva durante la fiera Flashback, e in seguito in un libro-vademecum che verrà pubblicato nella primavera del 2021.

 

Christian Caliandro è storico e critico d'arte contemporanea, è nato a Mottola (TA) nel 1979. Ha insegnato “Media e Narrative Urbane” presso l’Università Iulm di Milano e attualmente insegna storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. Nel 2001 si è laureato in Lettere Moderne presso l'Università Pisa e nel 2002 ha conseguito il diploma in Discipline Storico-artistiche presso la Scuola Normale Superiore; nel 2006 ha conseguito il dottorato di ricerca in storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Siena, e ha vinto il premio MAXXI-Darc per la critica d'arte contemporanea.
È membro del comitato scientifico di Symbola Fondazione per le Qualità italiane. Nel 2006 ha vinto la prima edizione del Premio MAXXI-Darc per la critica d’arte contemporanea italiana.  Tra i suoi libri: “La trasformazione delle immagini. L’inizio del postmoderno tra arte, cinema e teoria, 1977- ’83” (Mondadori Electa 2008); “Italia Reloaded. Ripartire con la cultura” (Il Mulino 2011, con Pier Luigi Sacco); “Italia Revolution. Rinascere con la cultura” (Bompiani 2013) e “Italian Evolution. Crescere con la cultura (Meltemi Editore Mimesis Edizioni).  Dal 2003 al 2011 ha collaborato con “Exibart”, dirigendo le rubriche inteoria e essai. Dal 2011 collabora con “Artribune” curando le rubriche inpratica e cinema; collabora con "minima&moralia" e "che-Fare", e ha collaborato con “La Gazzetta del Mezzogiorno”, "Il Corriere del Mezzogiorno", “"Left", doppiozero”, “alfabeta2”.
Ha curato mostre personali e collettive, tra cui: “The Idea of Realism // L’idea del realismo” (2013, con Carl D’Alvia), “Concrete Ghost // Fantasma concreto” (2014), entrambe parte del progetto “Cinque Mostre” presso l’American Academy in Rome; “Amalassunta Collaudi. Dieci artisti e Licini”, Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini”, Ascoli Piceno (2014); “Sironi-Burri: un dialogo italiano (1940-1958)”, spazio CUBO (Centro Unipol Bologna, 2015); “RIFTS_Abate, Angelini, Veres”, Artcore, Bari (2015); "Cristiano De Gaetano: Speed of Life", Fondazione Museo Pino Pascali, Polignano a Mare (2017); "Now Here Is Nowhere. Six Artists from the American Academy in Rome", Istituto Italiano di Cultura, New York (2017); le quattro edizioni di "Taranto Opera Viva" (2015-2019), progetto di Alessandro Bulgini per l'isola di Taranto Vecchia, le quattro edizioni de "La notte di quiete", ArtVerona, Verona, quartiere Veronetta (2016-2019) e le cinque edizioni del progetto "Opera Viva Barriera di Milano", Flashback, Torino (2016-2020)

Ado Brandimarte

Quando si parla di aspettative i miei pensieri viaggiano sempre in direzioni ottimiste. In genere sono tra quelle persone convinte che in ogni situazione sia possibile trovare qualcosa di importante, un’intuizione, o anche solo una sensazione, che sviluppata può aprire nuovi orizzonti. Nella breve esperienza professionale che ho accumulato ho avuto la fortuna di partecipare a diversi simposi di scultura, progetti simili a delle residenze in cui produrre un’opera monumentale in una settimana o poco più. In queste occasioni è necessario arrivare con le idee chiare, un progetto già definito e possibilmente un bozzetto tridimensionale in scala, per lavorare con velocità sperando di non sbagliare. In queste occasioni la crescita personale sotto il versante tecnico è molta, ma quella mentale non esiste. Non si acquisisce mai nulla, come se il pensiero non riuscisse ad estendersi. Nessuna nuova possibilità, poca positività. Quel che penso di trovare in una residenza virtuale come “Opera Viva” invece, è esattamente l’opposto. Un progetto costruito grazie alla condivisione delle proprie idee con gli altri partecipanti ed organizzatori, uno scambio che per chi come me ha sempre avuto sempre a che fare con le piccole province, è stato solo una realtà effimera o persino impalpabile. 
 

Ado Brandimarte è nato a Ascoli Piceno nel 1995, vive e lavora a Ascoli Piceno.
Ottiene il diploma di laurea di secondo livello con lode in Scultura e Videoscultura presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata nel 2020. Partecipa a esposizioni e residenze in Italia e all’estero, tra le varie opere pubbliche da lui realizzate ricordiamo “Preghiera - Monumento alle vittime del terremoto di Accumoli” (2017).

 

Valentina Catano

Il progetto “Opera Viva, l’Artista di Quartiere, the District Artist”, permetterà alla mia ricerca artistica di evolversi sia dal punto di vista della fruizione dell’opera e dell’intervento artistico site specific, perché per la prima volta potrà coinvolgere anche persone in maniera casuale, sia dal punto di vista installativo, perché le mie sculture organiche avranno la possibilità di abitare e confrontarsi con l’ambiente urbano, fungeranno da membrana ricettiva a quell’organo interno che è la città. Altro aspetto interessante sarà il lavorare e confrontarsi a distanza con gli altri artisti. 
 

Valentina Catano è nata a Foggia nel 1993, vive e lavora a Roma.
La sua ricerca artistica è incentrata sul concetto di identità, analizzando nel dettaglio ciò che costituisce e diversifica l’individuo nella società. Ne nasce una sorta di arte relazionale, per coinvolgere e rendere parte attiva il fruitore. Tale processo avviene attraverso la sperimentazione di materiali quali resine, gomme siliconiche e soprattutto materiale organico appartenente al corpo umano. 

Marco Curiale

Spero che questa esperienza mi porti a scoprire i lati più nascosti e inusuali della periferia. Mi aspetto inoltre di riuscire a stabilire un rapporto più intimo con la zona nella quale ho vissuto fino ad ora ma che probabilmente non ho mai conosciuto a fondo.
 

Marco Curiale è nato a Torino nel 1998, vive e studia a Torino.
Studente dell’Accademia Albertina di Belle Arti, impiega diverse tecniche nei suoi lavori: dalla fotografia alla scultura, fino all’installazione site specific, per affrontare vari temi che riguardano specialmente il suo vissuto nella periferia di Torino e l’imprescindibile relazione tra la sua generazione e la cultura online.

Vincenzo Francesco Di Chiano

Dal progetto “Opera Viva, l’Artista di Quartiere, the District Artist” mi aspetto di vivere e conoscere una nuova e stupefacente visione della realtà.
 

Vincenzo Francesco Di Chiano è nato a Trani nel 1995, vive e studia a Foggia.
Nel 2015 consegue il diploma di Perito Industriale in Informatica all’Istituto Tecnico Industriale Statale “Sen. O. Jannuzzi” di Andria per poi frequentare l’Accademia di Belle Arti di Foggia, scegliendo la Pittura come corso Triennale. Attualmente si prepara a conseguire il secondo titolo di laurea specialistico nel corso di Product and Space Design nella stessa Accademia.

 

Francesca Fiordelmondo

Abito in zona Aurora con il mio compagno da circa un anno. Da questa esperienza mi aspetto di crescere principalmente dal punto di vista esistenziale: voglio riuscire ad esprimere il legame interiore che ho con un luogo che nel suo quotidiano è un universo immensamente stratificato e brulicante di esistenze. Aurora è anche il nome di mia madre, in senso poetico vedo questo quartiere anche come parte della mia identità, sento che non è solo la casa che mi sono scelta. In definitiva spero in un atto di inclusione ed integrazione su più livelli, comunitari ed esistenziali. 

Francesca Fiordelmondo è nata a Osimo (AN) nel 1995, vive e studia a Torino.
Si laurea con lode in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Macerata, con una tesi ispirata dall’assenza/presenza del “non potere”, in relazione ad una poetica femminista contemporanea. La sua ricerca ha come obiettivo quello di spaziare tra i generi cercando un’universalità, una condizione comune in cui tutti sono allo stesso livello: insieme ma da soli, davanti alla ciclicità della vita stessa, ponendo domande a livello politico e a livello sensibile e sensoriale. Attualmente risiede a Torino, dove è iscritta al biennio di Scultura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti. 

Brenno Franceschi

Vorrei che questa esperienza mi portasse ad estendere la mia conoscenza del tessuto sociale di Torino e sentirmi maggiormente attivo in quelle che sono occasioni per comunicare con il territorio che mi circonda, accrescere il bagaglio di linguaggi espressivi che mi porto appresso, di conoscere persone nuove ma soprattutto di far tutto ciò divertendomi!
 

Brenno Franceschi è nato a Torino nel 1998, vive e studia a Torino.
Originario del quartiere di San Salvario di Torino, si è avvicinato al mondo dell’arte fin da piccolo grazie al nonno. Ha sviluppato un’attenzione maggiore per ciò che lo circonda, e a sentirsi maggiormente parte attiva della società, tra Firenze (L.A.Porta Romana) e Torino (L.A. Passoni). Frequenta l’Accademia Albertina di Belle Arti, con indirizzo Scultura. Si interessa molto al luogo che lo circonda e cerca di essere attento e aggiornato sulle tematiche che oggi la società affronta - come l’inquietudine ambientale, l’interrogativo storico sulle migrazioni culturali e la crisi sanitaria che mette in discussione il progresso evolutivo dell’uomo - portandole nei suoi lavori.

Giuseppe Formiglio

Prendere parte a questo progetto è l’occasione per rafforzare ancora di più il mio senso di responsabilità riguardo quello che faccio e voglio fare, in quanto rivolto a contesti e spazi dove ci sono altri modi di percepire e agire oltre al mio. Questo progetto mi porterà ad affrontare i miei interventi con più attenzione per lo spazio in cui agisco. 

Giuseppe Formiglio è nato a Foggia nel 1990, vive a Bisaccia e studia a Foggia.
È fotografo e studia Pittura e Arti visive presso l’Accademia di Belle Arti della sua città natale, Foggia. Vive a Bisaccia, in provincia di Avellino. Il suo percorso fotografico lo porta a osservare e documentare la vita di tutti i giorni, spesso, nei piccoli centri abitati o nei quartieri periferici. Parallelamente compie esperienze legate alla pittura, all’incisione che lo portano a vedere e a utilizzare la fotografia come mezzo realizzativo per l’installazione artistica. Nel 2018 inizia il progetto, ancora in corso, “Bisaccia - Centro Storico”.

Manuel Picozzi

Grazie al progetto “Opera Viva, l’Artista di Quartiere” sono sicuro di poter crescere come artista, misurandomi in maniera diretta e professionale verso la complessa dimensione dell’opera pubblica, andando a realizzare interventi in situ coerenti con la mia sensibilità artistica, consigliato e supportato da professionisti nel campo dell’arte. 
 

Manuel Picozzi è nato a Colleferro (RM) nel 1997. Vive a Cave (RM) e studia a Frosinone.
Diplomato presso il liceo artistico “Henri Matisse”, attualmente frequenta l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, indirizzo Decorazione. Nell’anno accademico 2017-2018 ha partecipato ad ArtVerona, Festival di Veronetta, come giovane artista emergente. 

Beatrice Sacco 

Quel che mi aspetto da questa esperienza è di poter instaurare un dialogo con persone diverse e imparare a conoscere le realtà di quartiere, dando il mio contributo e accrescendo me stessa e la mia pratica.
 

Beatrice Sacco è nata a Torino nel 1993, vive e lavora a Torino.
La pratica di Beatrice Sacco spazia dalla scultura alla fotografia analogica, dall'incisione al tatuaggio. Dopo gli studi classici, ha conseguito la laurea magistrale in scultura all'Accademia Albertina di Belle Arti.

Sara Tosti

Gettate sempre il vostro amo: nello stagno in cui meno ve lo aspettate troverete un pesce. (Ovidio)

Sara Tosti è nata a Perugia nel 1994, vive e lavora a Perugia.
Ha conseguito il Diploma Accademico di I e II Livello in Arti visive e discipline dello spettacolo - Pittura - presso l’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia. Nel 2016 partecipa al progetto Erasmus presso Facultad de Bellas Artes Alonso Cano di Granada, Spagna e nello stesso anno ottiene la borsa di studio Armando Alunni. Partecipa inoltre a numerose mostre sia collettive che personali.

Il workshop ha vinto bando “Creative Living Lab - II Edizione” promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT e realizzato in collaborazione con il Segretariato Regionale del MiBACT per il Piemonte.

© 2008 Opera Viva, Alessandro Bulgini

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